11 Novembre: i biscotti di S. Martino

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Novembre in Sicilia non è soltanto il mese dei morti. Ce lo ricordano i proverbi legati alle pratiche agrarie "La prima a tutti li Santi e l'ultima a Sant'Andria", consiglia al contadino il tempo della semina, che dovrebbe cominciare il 1 Novembre e aver termine il giorno di S. Andrea (10 novembre).
Novembre ci riserva anche un'altra festa, che è poi quella dei beoni: S. Martino. A San Martinu ogni mostu è vinu, dice un antico proverbio; e quindi appare logico che questo santo sia stato elevato a protettore di coloro che, più o meno frequentemente, amano alzare il gomito. Un motto popolare dice: Cui si leva di vinu dici: viva Sammartinu. E nonostante che il leggendario dei santi ci dica che egli fu così astinente che, fondato un convento, visse colà con ottanta discepoli senza mai conoscere il vino, tutti i bevitori siciliani vi diranno che San Martino era "uno di loro"
Ma a Palermo tutte le occasioni, oltre che per bere, erano e sono buone anche per mangiare. Il giorno di San Martino, o per comodità la domenica successiva, non c'era un tempo tavola imbandita in cui non fosse presente il tradizionale tacchino. In mancanza, poteva costituire un buon surrogato la carne di maiale, come ci conferma il detto: Ad ogni porcu veni lu so' Martinu". Osservava Enrico Onufrio: "Anche a S. Martino, il dio delle battaglie, il popolo palermitano è devoto al suo solito, s'intende, vale a dire banchettando a maggior gloria del Santo. E' in tal giorno che si imbandiscono a tavola i più grassi tacchini, e codesta è un'abitudine così inveterata che tu non sai bene se la festa è del Santo Martino o del dio tacchino".
Questa festa ha anche il suo dolce caratteristico: "I viscotta di S. Martinu", che hanno la forma di un piccolo pane, la cui parte appariscente - come commenta il Pitrè - è alla rococò. Onufrio aggiunge che "per conservare le sacre tradizioni degli avi, cotesto biscotto bisogna inzupparlo nel moscatello. E crepi l'avarizia!"
Celebre in Sicilia, ma anche nel resto d'Italia, l'estate di San Martino, risultante un breve periodo in cui solitamente fa nel tempo e la temperatura si mantiene mite.
Molte delle usanze di cui abbiamo fatto cenno non sono ancora scomparse. Le vetrine delle dolcerie mettono tuttora in bella mostra biscotti di ogni foggia, riccamente decorati con zucchero filato e carte luccicanti. Forse le tavole saranno meno ricche di tacchini e maiali, con grande consolazione per loro.
Tratto da "Alla scoperta della tua città" di Rosario La Duca - Edizioni e Ristampe siciliane

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